Quarta seduta psicologica

Al contrario del primo incontro, dopo il quale ero decisamente euforica, e di quelli successivi oggi sono uscita dalla seduta molto triste.

Certo sono arrivata già con le mie paturnie: non sono state due settimane felici, anzi! Però, come già in parte durante l’ultima seduta, mi ha fatta sentire in colpa, e su più fronti questa volta.

Ripete che non ci sono scelte sbagliate – e sì, mi rassicura che non sono sbagliata neppure io – però continua a rimarcare che le mie preoccupazione per i figli sembrano scuse per non affrontarli e spiegargli chi sono. Ogni mio dubbio, ogni mia paura sembrano essere una scusa per non affrontare qualcos’altro.
Boh! 😕

Sono fragile, ho la lacrima facile – più del solito! –, sono sempre stanca, non sto bene né di fisico né di testa. E ho paura di fare coming out, ma non posso più rimandare. E mi devo sentire in colpa?
Può andare peggio di così?

Batchroom choice?Oggi, al termine della seduta, ho chiesto alla dottoressa cosa penserebbe, prima come donna che come professionista, vedendo una donna come me – con tratti maschili – nel bagno delle donne: “Strana domanda. Strano che la faccia a me. Dovrebbe chiedersi perché me la fa…” – E daje con ’sto “dovrebbe chiedersi”, ormai è un tormentone su qualunque cosa le dica, o chieda. Forse è tipico degli strizzacervelli ma non ci sono abituata. “…Comunque – prosegue – io sono una persona di vedute molto aperte, per cui per me non sarebbe un problema”, con in mezzo una breve discorso sul diverso e il pregiudizio, ecc.

E ora vacanze! Fino a settembre me la devo cavare da sola.

Come al solito! 😉

Sportello Trans di ALA Milano onlus non deve chiudere!

Lo Sportello Trans di ALA Milano Onlus è in crisi e rischia di chiudere. È un luogo di ascolto e aiuto importante per Milano, la Lombardia e tutto il Nord Italia. Chi può dare un piccolo contributo lo può fare con il crowd funding, in ogni caso potete aiutare a diffondere la notizia.
Grazie!

https://www.produzionidalbasso.com/project/salvala-sportello-trans/

Hanno aiutato me, ci sono ancora tante persone da aiutare!

Non prima di ottobre

Primo compito eseguito: ho chiamato il centro per chiedere. L’infermiera, o segretaria, non era molto certa ma, in particolare se si tratta di day-hospital, con le ferie in arrivo, non potrà essere prima di ottobre.

Time, it needs time
To win back your love again
I will be there, I will be there
Scorpions, Still loving you

Terza seduta psicologica

Anche oggi sono andata con M., io ero un po’ stordita. M. ha fatto un riepilogo dall’ultima volta e per le due settimane passate. Poi ho raccontato della visita di ieri, dell’ottima impressione che ho avuto del dottore e della perplessità sulla brevità della visita, di cui mi sono accorta solo una volta uscita.

La psicologa mi ha fatto notare di non aver chiesto le tempistiche, guardandomi interrogativa, quasi l’abbia fatto apposta: ma dài, no, non è vero! – Mo’ chiedo al mio subconscio se ne sa qualcosa? 😲

M. ha espresso il suo timore per la possibilità che io non possa fare l’operazione per le mie condizioni di salute, timore o speranza inconscia?

Ora dobbiamo lavorare su come dirlo a nostro figlio, ai miei figli.
E devo chiamare il centro del Niguarda per farmi dare dei tempi.
Appuntamento fra due settimane: mi raccomando i compiti! 😃

Oggi è il giorno… già fatto?

Niguarda, padiglione 16, particolare

Sei mesi – e circa quindici anni – di attesa ed è finalmente arrivata la prima visita per l’adeguamento MtF.

Il dottor Bini, ideatore e responsabile del servizio – da quel che ho capito –, è molto cordiale, simpatico e mi ha messa subito a mio agio, chiedendomi il mio nome di elezione.

Anamnesi, situazione familiare, “come mai ci ha messo così tanto”, …
“fino a dove vuole arrivare, vorrebbe anche l’operazione?”.
“Sì, lo vorrei proprio!”.

Il prossimo passo sarà la valutazione psicologica. Poi, passata quella, ci sarà una valutazione fisica. Mi chiameranno per l’appuntamento con lo strizzacervelli… ma mi sono dimenticata di chiedere le tempistiche. Non mi resta che canticchiare Time is on my side dei Rolling Stones, anche se non è proprio così.

“La chiamerò ‘Chiara’, se le va bene”.
“Certo, è quello che preferisco!”.

Unico dubbio: non è durato troppo poco? È solo un impressione per la lunga attesa? Credo siano stati cinque minuti, non di più, ma me ne sono resa conto solo dopo essere uscita dal padiglione. Come non pensare alla famosa pubblicità delle siringhe indolor: “Già fatto?!”.

Domani

Ormai il giorno è domani. Mancano 34 ore e mezza, per le pignole come me. E sono già in paranoia per come vestirmi, come truccarmi, se truccarmi…

Vorrei potesse venire anche M., avrei bisogno della sua mano nella mia, nell’attesa. Ma non può perdere un altro giorno di lavoro – già che almeno lei lavora – poi odia gli ospedali – anch’io! – e verrà ad un’altra seduta con la psicologa, su proposta della dottoressa, il giorno successivo.

Ma cambierà qualcosa il D-day, anzi: il C-day? Sarò sempre Chiara qualunque cosa accada? Lo sarò di meno, o di più?

Luglio!

L’orologio dice chi siamo a luglio.

Fra due giorni (e qualche ora) sarò all’ospedale di Niguarda per la visita.

Aspetto da sei mesi, cosa saranno 59 ore scarse?!

AMA, il gruppo cresce

Oggi qualche assenza ma anche volti nuovi, finalmente. Mi sento sempre più vecchia in mezzo ai giovani: sì, un po’ mi sono sentita mamma – “nonna” mi sembra eccessivo, dài! – e mi sono anche resa conto – più che altro è una conferma – di quanto sia sottovalutato il mondo ftm. Noi donne ormai siamo in netta minoranza nel gruppo. E fino a pochi anni fa ignoravo esistesse un mondo parallelo al mio, uguale e contrario, di uomini e ragazzi alla ricerca della propria identità, proprio come me. Identità che sono sempre più ampie e aperte oltre il sistema binario.
In youth we trust!

Felice anche di aver conosciuto di persona Zen, dopo anni a scambiarci commenti su facebook.

Il gruppo non va in ferie: appuntamento per un pic-nic in agosto, a Santa Chiara (eh!), il giorno prima del mio compleanno.

Reggiseni

Tornando dal CPS, settimana scorsa mi sono fermata a comprare un paio di mutandine e un reggiseno, con la scusa della visita ginecologica. Non so neanche se mi dovrò spogliare ma nel caso vorrei essere in ordine.

Non è il primo reggiseno che compro ma, finora, è quello più da “donna”: li ho comprati sempre molto semplici, senza allacciatura (non mi piace che si veda sulla schiena), in microfibra, al massimo con un po’ di imbottitura… diciamo modelli un po’ da ragazzina.

Solo il primo, il mio preferito, – forse un altro? – ha la regolazione delle spalline. Il mio primo reggiseno lo comprai quando mia madre era già in ospedale, reparto hospice ☹️, l’ho indossato anche da lei… ovviamente ben nascosto sotto la maglia. Ci sono molto affezionata, non perché sia il primo ma perché – di fatto – mi ricorda lei.

Questo nuovo reggiseno è il primo con tanto di taglia ufficiale, non la solita XL: misura 100, coppa B. Ha l’allacciatura davanti – invisibile – ed è un push-up, il che mi fa un po’ più tettona. Un bel po’ più di quello che (non) sono: confesso che forse la coppa B è un po’ abbondante ma la A non basterebbe e non mi sembra male per non aver ancora iniziato la TOS (terapia ormonale sostitutiva), a parte i fitoestrogeni fai-da-te.

Mancano 8 giorni alla visita al Niguarda!

Seconda seduta psicologica

Oggi con M., mia moglie. Abbiamo parlato di noi e, soprattutto, di nostro figlio. Mi sono resa conto che per M. non sono passati così tanti anni (15?). E un po’ sono gelosa del tempo, in seduta, per “noi” rispetto a quello per “me”, ma ci voleva, tutto! E ci vorrà anche quello del prossimo incontro, congiunto secondo la proposta della psicologa e secondo disponibilità.

Perché il prossimo mese M. potrebbe venire solo – per questioni di lavoro – con me o al Niguarda o al CPS. E io non so ancora se andare da sola al Niguarda. Né sono sicura di voler condividere altro del (poco) tempo che ho al CPS, pur sapendo che anche M. ne ha molto bisogno, e che la nostra coppia ne ha altrettanto e forse più bisogno, pur non essendo terapia di coppia.

Ho scritto più di quello che pensavo riguardo a questo incontro. O forse meno.

Mancano 13 giorni alla visita al Niguarda!
E il giorno dopo appuntamento con la psicologa.