Essere transessuale non è (più) una patologia mentale

Finalmente è stato approvato l’ICD-11. Entrerà in vigore nel 2022… (così tardi?!)

Essere transessuale non è più una patologia mentale per l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Durante la 72° Assemblea Mondiale della Sanità (WHA), in corso dal 20-28 maggio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha ufficialmente adottato l’undicesima revisione della classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari connessi (ICD-11), che entrerà in vigore il 1° gennaio 2022.

Cfr. http://www.gaypost.it/lassemblea-oms-rimuove-ufficialmente-la-transessualita-tra-i-disturbi-mentali

Terzo incontro psicologico

Oggi c’è stato il terzo e ultimo incontro di valutazione.
La buona notizia è che non sarà l’“ultimo” e il percorso continua: previste altre otto sedute, ogni due settimane. Grazie per avermi accettata!

Com’è andata? Così così! Ho raccontato di come mi sono sentita dopo l’ultimo incontro (male!!!), di com’è stato parlarne con M., delle sue reazioni e di come abbia continuato a soffrire per qualche giorno, e di come mi abbia sollevata l’Inclusive Mindset del 13 maggio scorso.

Secondo la psicologa, per M. si tratta di “negazione”: non rifiuta, non mi rifiuta, solo non crede (non accetta) che io possa portare a termine la transizione e quindi per lei è inutile porsi il problema. Lo stesso commento che viene dal gruppo AMA della scorsa domenica*. E un po’ il dubbio mi era già venuto 😞.

Ma andiamo avanti, e M. è invitata a partecipare al secondo appuntamento. Verrà? Io ci conto!

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Avevo già detto che la psicologa che mi segue non mi sembrava esperta della mia situazione… ma quando ho dovuto spiegarle la sigla LGBT (e mi sono fermata alla T!)… 😱
Però segna e impara e le sono grata per il suo aiuto… anche se oggi si è rivolta a me quasi sempre al maschile 😢.

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[* non ho scritto del gruppo AMA di domenica: è stato bello e positivo come al solito, niente di particolare da segnalare… se non la presenza in collegamento streaming di Yvan. E avete già ascoltato l’intervista de L’Altro Martedì a Yvan di martedì scorso, vero?!]

L’Altro Martedì intervista Yvan sul gruppo AMA e il Pride di Varese

Eleonora Dall’Ovo intervista Yvan Molinari sul gruppo AMA di Varese (a cui partecipo anch’io) e sul Varese Pride del prossimo 15 giugno, per l’Altro Martedì, la trasmissione a tematica omosessuale e transgender di Radio Popolare.

Mi sono emozionata, sono felicissima. Grazie Yvan, grazie Eleonora!

L’intervista inizia al minuto 11’09″… ma ascoltare tutta la trasmissione, regolarmente, fa molto bene alla salute!

Se non funziona il file incluso nell’articolo, il podcast lo trovate in https://pod.radiopopolare.it/altromarte_21_05_2019.mp3.

 

Inclusive Mindset Job Day

Oggi sono stata all’Inclusive Mindset Job Day di Milano.Inclusive MindSet

Per la prima volta mi sono presentata come Chiara nel mondo reale, nel mondo del lavoro. Senza imbarazzo (quasi) da entrambi i lati, salvo quando ho dovuto firmare la liberatoria privacy, avvisando che non posso (ancora) firmare come vorrei, non un documento legale. È stato eccezionale essere me stessa: un altro mondo è possibile.

Ho scoperto anche che esiste “Parks – Liberi e Uguali”, un’associazione di datori di lavoro impegnati a valorizzare la diversità LGBT nelle proprie aziende (facebook.com/parksliberieuguali – www.parksdiversity.eu).

E sono andata nel bagno delle donne: nessuna mi ha detto niente né mi hanno guardata male. Grazie mondo, quando giri nel verso giusto!

Le paure mordono dentro

Anche oggi sto male e sono scoppiata in lacrime mentre parlavo con M., del mio amore per lei, delle mie paure, che ho paura di perderla ma che piuttosto che arrivi a non sopportarmi od odiarmi preferirei vederla felice con un altro, anche subito, finché è giovane, poi potrebbe essere troppo tardi.

Lei mi ha promesso che non mi odierà, che non mi porterà rancore, comunque vada. Ora vuole stare con me, mi ama, ma non può sapere come andrà finché non sarà. Ma non mi odierà. Spero!

Le ho detto che credo anche lei sia in sofferenza per la situazione, che anche lei stia vivendo un’esistenza sdoppiata – fra pubblico e privato, fra noi e nostro figlio – e che la psicologa consiglia a lei di valutare un aiuto psicologico e a noi una terapia di coppia. Quest’ultima l’ha decisamente esclusa. Le ho chiesto se accetterebbe di partecipare a una seduta con la psicologa insieme a me: ci penserà!

Non piango più ma la disforia rimane. Le paure mordono dentro.

Secondo incontro psicologico

Oggi mi ha fatta piangere. Ho sofferto e sono stata male tutto il giorno. E la notte. Ma credo ci volesse. Analizzare il rapporto con mia moglie, la mia compagna da quasi 20 anni, che amo moltissimo, e quello che ne sarà dopo la transizione, il rischio di perderla, che mi possa odiare. Lei non è lesbica, a lei piacciono gli uomini, si è innamorata di un uomo e io, ora, sono una donna… (quasi!).

Io non posso tornare indietro. Posso solo essere donna, o non essere.